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Malattie che
possono essere curate mediante trapianto allogenico di cellule
staminali
Il trapianto allogenico di cellule staminali viene impiegato nel
caso di patologie ematologiche in cui vi sia un’alterazione grave
del compartimento staminale, sia essa intesa come riduzione
quantitativa (aplasia midollare severa), qualitativa (leucemie o
linfomi, in cui avviene una mutazione neoplastica) o per difetto
congenito (Talassemia major). In dettaglio le patologie nelle quali
č stato impiegato il trapianto allogenico di cellule staminali
emopoietiche sono:
Tabella 2. Esempi di patologie curabili mediante trapianto
allogenico di cellule staminali emopoietiche
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Patologie neoplastiche |
Patologie non neoplastiche |
Disordini metabolici genetici |
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| Leucemie mieloidi acute
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Aplasia midollare grave
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Mucopolisaccaridosi |
| Leucemie linfoidi acute
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Emoglobinuria
parossistica notturna |
Tesaurismosi |
| Leucemie mieloidi
croniche |
Anemia di Fanconi
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Altri disturbi
metabolici rari |
| Sindrome
mielodisplastica |
Anemia di
Blakfan-Diamond |
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| Linfoma non Hodgkin
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Talassemie
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| Linfoma di Hodgkin
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Anemia falciforme
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| Leucemia linfatica
cronica |
Altre emoglobinopatie
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| Mieloma Multiplo
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Immunodeficienza grave
combinata |
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| Leucemia a cellule
capellute |
Osteopetrosi
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Leucemie mieloidi acute: per
l’alto rischio di ricaduta che caratterizza tali patologie, sono
candidati al trapianto di cellule staminali allogenico i pazienti in
prima remissione completa (RC), ottenuta con la chemioterapia
convenzionale, con disponibilitā di un donatore familiare HLA
identico, o pazienti in seconda o terza remissione completa.
Leucemie linfoidi acute:
vengono avviati a trapianto di cellule staminali allogenico i
pazienti in prima RC se la malattia presenta caratteristiche
biologiche ad alto rischio, o pazienti in seconda RC che hanno
elevato il rischio di ricaduta.
Leucemia mieloide cronica: una
particolare menzione merita questa complessa patologia,
caratterizzata da un decorso articolato in una fase cronica, in cui
la patologia č stabile e il paziente non presenta sintomi
importanti, e in una fase accelerata che culmina in una forma molto
aggressiva, del tutto simile ad una leucemia acuta, con una prognosi
infausta.
Un tempo, se il paziente era di giovane etā con disponibilitā di un
donatore familiare compatibile, si procedeva al trapianto di cellule
staminali allogenico in una fase precoce, la cosiddetta fase
cronica, nella quasi totalitā dei casi.
Attualmente, essendo disponibili nuovi farmaci che mantengono
stabile la patologia per lungo tempo, consentendo di ottenere RC a
lungo termine, il trapianto di cellule staminali allogenico nella
leucemia mieloide cronica viene riservato solo a pazienti
selezionati che presentano fattori di rischio elevato per alcune
caratteristiche biologiche della loro malattia.
Aplasia midollare grave: trattandosi di una malattia
delle cellule staminali emopoietiche che risultano gravemente
ridotte di numero, il trapianto di cellule staminali allogenico si
inserisce nel trattamento di tale patologia al fine di infondere
cellule staminali allogeniche sane, in grado di ripopolare il
midollo “vuoto” del paziente.
Talassemia Major: la Talassemia
č una malattia congenita caratterizzata da un deficit di sintesi di
emoglobina che comporta una grave e progressiva forma di anemia
emolitica, i cui segni clinici si evidenziano giā nei primi mesi di
vita. Le trasfusioni di globuli rossi, in media una ogni 15 giorni,
consentono di correggere l’anemia ma comportano gravi conseguenze
legate all’accumulo di ferro nei tessuti, ragione per cui si rende
necessaria una terapia chelante il ferro in infusione continua per
8-12 ore tutti i giorni. Tale approccio terapeutico ha consentito di
portare la sopravvivenza del paziente talassemico, che un tempo non
superava i 5-10 anni, intorno ai 25-35 anni. Il trapianto di cellule
staminali allogenico invece, correggendo il difetto genetico dei
globuli rossi attraverso l’infusione di cellule staminali di un
donatore sano, si prefigge come obiettivo la guarigione dalla
Talassemia.
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